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Giovedì, 30 Giugno 2022 15:51

La Sinistra, l’aborto e il senso della storia!

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Debbo assolutamente ritornare su quanto accaduto il 24 giugno scorso nel giorno del Sacro Cuore.

Mi riferisco alla storica sentenza con cui la Corte Suprema degli Stati Uniti d’America ha ribaltato definitivamente la decisione Roe vs Wade del 1973, quando impose l’aborto a tutta la nazione.

In quella disastrosa sentenza venne stabilito che gli Stati non potevano vietare l’aborto nei primi tre mesi della gravidanza. Poi, nel 1992 – con la Planned Parenthood vs Casey – la Corte allargò ulteriormente il limite spostandolo fino ai circa sette mesi di gestazione.

Ora tutto questo è stato spazzato via. E dunque bisogna esultare e ringraziare Dio per questa grande vittoria.

Quello che però non dobbiamo fare è abbassare la guardia ritenendo di aver vinto la guerra.

Infatti, la sentenza della scorsa settimana non vieta né criminalizza l’aborto e non riconoscere nemmeno il diritto costituzionale alla vita del nascituro.

Semplicemente lo scontro si ritrasferirà all’interno dei singoli Stati: esattamente com’era prima della Roe vs Wade, quando c’erano Stati ultra-abortisti, altri con leggi più restrittive e alcuni con un divieto pressoché totale.

La Sinistra ha colto subito le possibili conseguenze che la decisione della Corte potrebbe avere su tutto il sistema di (a)valori (im)morali che in questi anni ha imposto all’Occidente.

Intervistata dal Corriere della Sera – quotidiano ideologicamente schierato dalla parte degli abortisti – la filosofa americana Marta Nussbaum ha correttamente commentato: “[…] questa sentenza, indica che altri diritti (sic!) potrebbero essere a rischio: l’uso dei contraccettivi, scegliere chi sposare, i rapporti consensuali con persone dello stesso sesso”.

Sempre sullo stesso giornale, rivolgendosi ai lettori italiani, Servergnini ha scritto:

“Voi direte: l’America è lontana, perché ci dovrebbe interessare? Be', per almeno due motivi. Il primo: tendiamo a imitarla. […] Secondo motivo: questa ideologia (ndt, quella che anima la destra americana) ha la maggioranza nella Corte Suprema, tiene sotto scacco il Congresso, controlla più della metà degli Stati. Se dovesse mettere le mani sulla Casa Bianca, fra due anni, l’Europa si troverebbe sola”.

“Quelli di noi che non sono sotto attacco diretto (ndt, i cui ‘diritti’ non sono stati ancora erosi) devono stare dalla parte di coloro che lo sono”, ha sentenziato la scrittrice Rebecca Solnit.

Insomma, la Sinistra sa che indebolendo il ‘diritto’ all’aborto si indebolisce tutto l’edificio messo in piedi in questi ultimi decenni. Per questo chiama tutti all’unità.

E la destra, lo sa?

A partire dal giudice Samuel Alito, il relatore di maggioranza nella decisione che ha cancellato la Roe vs Wade, sembra di no. Alito sostiene infatti che lo schema giuridico usato nel caso dell’aborto non possa essere esteso ad “altre materie”.

E come lui, la pensano anche tanti politici del partito repubblicano.

Se poi guardiamo in casa nostra, vediamo che le reazioni dei leader del centrodestra sono state tutte uguali (ovvero cattive). Facciamo un veloce elenco:

-       Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia: “Per quel che riguarda noi, continueremo semplicemente a chiedere e a operare affinché venga applicata la prima parte della legge 194 relativa alla prevenzione, e per dare alle donne una possibilità di scelta diversa da quella, troppo spesso obbligata, dell’aborto”. Dunque, se le parole hanno ancora un senso, si tratta di una dichiarazione pro choice (abortista) di destra.

-    Matteo Salvini, segretario della Lega: “Credo nel valore della vita, dall’inizio alla fine, ma a proposito di gravidanza l’ultima parola spetta alla donna”. No comment.

-    Mara Carfagna, Forza Italia: “Dopo la sentenza della Corte Suprema USA non abbiamo bisogno di nuove guerre culturali. Per fortuna in Italia la 194 è solida e nessuna forza politica la mette in discussione”.

In un suo recente articolo, lo studioso americano John Horvat ha elencato 5 lezioni cruciali da apprendere dalla vicenda Roe V. Wade:

•    L'aborto è un dibattito su un concetto sbagliato di libertà: la sinistra incentra ormai la discussione sulla libertà di fare ciò che si vuole, senza badare alle conseguenze, anche se ciò significa uccidere degli esseri umani innocenti. In quest’ottica, gli abortisti non accettano alcuna restrizione; negano la realtà sia sul piano biologico che metafisico.

•    L'aborto è fattore di unione di tutte le forme di impurità e di tutte le passioni disordinate: alle proteste scoppiate dopo la fuga di notizie sul parere Alito si sono uniti i promotori dell'intera gamma dei temi caldi della rivoluzione sessuale. Vero, non possono essere separati. Una volta appagate le passioni sessuali disordinate, qualsiasi relazione è possibile.

•    L'aborto è fattore di unione della sinistra politica: purtroppo, la lotta contro l'aborto unisce più la sinistra che la destra. La sinistra non ammette compromessi su questo tema.

•    Gli abortisti radicali seguono o infrangono la legge a seconda di quando questa li favorisca o meno: il movimento abortista ha usato Roe v. Wade contro la causa pro-vita a mo’ di randello, proclamandola una "legge consolidata". Tuttavia, ora che la Roe è morta, il detto movimento prospetta di far entrare in vigore la massima marxista per cui la legalità s’identifica con qualsiasi cosa favorisca l'avanzamento della rivoluzione.

•    La questione dell'aborto rappresenta sempre più coloro che sono anti-Dio e pro-Satana: la rivelazione più scioccante dell'isteria post-fuga del parere Alito è stata l'ira apertamente anti-Dio e pro-Satana. Infatti, simboli satanici, cartelli blasfemi e slogan odiosi hanno trovato spazio nelle proteste.

Pertanto, conclude Horvat, “l'isteria […] e la tempesta ora in arrivo rivelano molto del movimento abortista. Roe vs Wade non riguarda solo l'aborto. È legata a un insieme di questioni e a una visione del mondo. La sinistra lo vede chiaramente. Non altrettanto la destra”.

A quanto detto finora, vanno aggiunte le reazioni violente e le minacce degli scontenti della sentenza: assaltato il Senato dell’Arizona mentre i senatori erano al lavoro; assaltato il Tribunale e saccheggiati diversi negozi a Portland; tentato assalto agli studi dell’emittente televisiva Fox News. Centri pro vita vandalizzati o dati alle fiamme. Minacce di morte ai parlamentari del Vermont. L’ex sindaco di New York Rudolph Giuliani, aggredito e schiaffeggiato dal commesso di un supermercato al grido “ucciderete le donne”.

Commentando le proteste abortiste, uno degli inviati del Corriere della Sera - Giuseppe Sarcina – ha avuto il coraggio di scrivere:

“Ieri gli attivisti si sono riversati nelle piazze delle città americane. Cortei e sit-in nervosi, ma sostanzialmente pacifici (sic!!), a parte qualche episodio isolato”.

Perché sì, di fronte a quella che loro chiamano ‘erosione’ dei diritti, persino la violenza va giustificata o quanto meno denunciata il meno possibile.

Esattamente come nel 2020, quando la sinistra governativa e i media – con la scusa dell’antirazzismo - diedero la loro benedizione all’ondata di violenze (e morti) perpetrata ai danni delle città americane da parte di esponenti di Antifa e Black Lives Matter, commentando quelle proteste come “per lo più pacifiche”.

Caro sostenitore, come vedi non sarà una passeggiata. Ma indietro non si torna!

 

 

Samuele Maniscalco
Responsabile Campagna Generazione Voglio Vivere

 

Letto 236 volte Ultima modifica il Giovedì, 30 Giugno 2022 16:14

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