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Giovedì, 26 Maggio 2022 15:30

Approvata negli USA una delle leggi più restrittive sull’aborto!

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Ecco una notizia fantastica:

lo Stato dell’Oklahoma ha approvato uno dei disegni di legge sull’aborto più restrittivi degli Stati Uniti!

La nuova norma, infatti, vieta di uccidere il proprio figlio a partire dalla fecondazione, vale a dire prima che l’ovulo si impianti nell’utero. Dunque, non oltre le sei settimane.

Il provvedimento deve ancora essere firmato dal governatore repubblicano Kevin Stitt, che nel suo mandato si è impegnato a firmare «ogni atto legislativo che limiti l’aborto».

La nuova legge consente inoltre ai cittadini di citare in giudizio chiunque, ovunque, «aiuti o favorisca» una donna a ad abortire.

Le pene prevedono sanzioni fino a 10mila dollari e denunce per «sofferenza emotiva».

Le uniche eccezioni previste riguardano le emergenze mediche o se la gravidanza è risultato di stupro, aggressione sessuale o incesto, ma solo se questi reati sono stati denunciati alle forze dell’ordine.

Ovviamente, prima o poi bisognerà cancellare anche queste eccezioni: perché un bambino concepito rimane tale anche se frutto di un odioso stupro o di un incesto.

Per il momento però, esultiamo!

Infatti, ancor prima che la Corte Suprema si esprima sulla legittimità o meno della sentenza che nel 1973 regolò l’aborto a livello federale, la Roe vs Wade, gli Stati a guida repubblicana continuano senza sosta la loro lotta contro questo male.

Come la legge votata in Oklahoma, anche la stessa bozza sul parere votato a maggioranza dalla Corte Suprema non è però esente da posizioni problematiche per una risoluzione definitiva della questione.

Come trapelato, in effetti, la bozza di Alito sosterrà i divieti di aborto in metà degli Stati, riconoscendo al contempo la legalità dell'aborto post-natale in altri.

“Il problema del parere del giudice Alito è che si basa su un originalismo debole e traballante, che non rappresenta né una minaccia né una vittoria per nessuna delle due parti. Il parere condanna giustamente la Roe vs. Wade come una legge costruita male. Tuttavia, si tratta di un'obiezione quasi tecnica, che non entra nel merito della questione morale.

La posizione del giudice soffre di una mancata volontà di ritornare alla lunga tradizione occidentale della Legge Superiore, rimanendo nella falsa sicurezza di una legge positiva creata dall'uomo e che può cambiare nel tempo. Così viene scartata la solidità di una legge morale naturale data da Dio che è valida per tutti i tempi, luoghi e popoli, giacché si basa su una natura umana immutabile”.

I giudici devono fare di più. Devono trovare il coraggio di entrare nella grande battaglia morale che sta al centro più candente della guerra culturale americana.

Devono abbandonare la finzione amorale, relativista e secolarista dell'originalismo, che consente soluzioni a metà.

La Corte Suprema deve abbracciare la lex iusta. Ancorata alla più alta legge morale naturale, una legge giusta è e sarà sempre una vera legge.

Il cammino non può che essere questo. Sia negli USA che qui in Italia.

Si alla gradualità se le circostanze impediscono di fare altrimenti, ma mai alcun compromesso ideologico sull’aborto: la Legge 194 va completamente abrogata.

 

 

Samuele Maniscalco
Responsabile Campagna Generazione Voglio Vivere

 

Letto 271 volte Ultima modifica il Venerdì, 27 Maggio 2022 10:35

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