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Giovedì, 16 Dicembre 2021 12:46

Sarco Suicide Pod: l’uomo come un rifiuto da buttare

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In Svizzera il governo ha appena approvato la capsula a gas per il suicidio delle persone consenzienti.

Dopo le camere a gas del secolo scorso adesso siamo approdati alle capsule a gas…

E nessuno o quasi sta battendo ciglio!

La Sarco suicide Pod (SSP), questo il nome, funziona con azoto liquido e fa morire il disgraziato in massimo un minuto.

Una volta rilasciato, l’azoto fa scendere il livello di ossigeno nella capsula inducendo l’ipossia.

Così facendo, il cervello comincia lentamente a “spegnersi”, con conseguente aumento del battito cardiaco, respirazione più veloce e mancanza d’aria.

Il suo ideatore, il medico australiano Philip Nitschke, noto anche come “dottor morte”, ha dichiarato che all’interno di Sarco la morte avrà “stile ed eleganza”: l’utente, quando si sentirà pronto, premerà il pulsante, poi perderà conoscenza e di lì a poco seguirà la morte.

A parte la follia di tutto questo…morire in questa maniera non sembra poi così tanto indolore!

Sempre Nitschke ha affermato:

“Vogliamo rimuovere qualsiasi tipo di revisione psichiatrica dal processo e consentire all'individuo di controllare il suicidio autonomamente. Il nostro obiettivo è sviluppare un sistema di screening gestito dall'intelligenza artificiale per stabilire la capacità mentale della persona. Naturalmente c'è molto scetticismo, soprattutto da parte degli psichiatri”.

Dunque, sarà l’intelligenza artificiale a decretare se il candidato all’eutanasia sia capace di intendere e volere e desideri veramente morire.

Come ha scritto in un recente articolo il prof. Tommaso Scandroglio:

“La SSP è manifestazione plastica dell’autodeterminazione elevata a potenza: fai tutto tu, non ti devi rivolgere nemmeno ad una clinica, lo psichiatra a cui devi raccontare perché vuoi morire viene sostituito da un microchip che ti pone domande standard e in 30 secondi ti ritrovi davanti a Nostro Signore a dover spiegare questa tua ultima follia.

Tutto così apparentemente semplice. Anzi, così tutto banale, vuoto, disperato. La SSP in realtà è un monumento tecnologico alla solitudine. Finisci dentro quel sarcofago 2.0 come se fosse un cassonetto per l’organico.

Sei spazzatura da smaltire. La SSP prima di essere uno strumento per dare la morte fisica è allora uno strumento che uccide l’anima delle persone perché disumanizza la stessa morte. Chi decide di farla finita in questo modo è già morto dentro da tanto tempo”.

Negli anni del nazismo si levò potente la voce del cardinale Clemens August von Galen, “Il Leone di Münster”, contro il piano folle del regime nazista di eliminare i “non produttivi” perché un peso per lo Stato.

Mutati mutandis, esiste oggi un vescovo svizzero altrettanto zeloso?

E quale sarà la divinità del futuro? Forse proprio quell’intelligenza artificiale che sembra destinata a dominare ogni aspetto della nostra vita terrena e persino il momento della morte?

Così vorrebbero almeno farci credere.

E forse questa è la morale più importante e spaventosa da cogliere per capire i tempi che ci aspettano.

 

Samuele Maniscalco
Responsabile Campagna Generazione Voglio Vivere

 

Letto 458 volte Ultima modifica il Venerdì, 17 Dicembre 2021 14:11

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